L’Afghanistan è un paese dalle mille contraddizioni. Bellezze naturalistiche incomparabili e una cultura antica e ospitale contrapposte a decenni di crisi politiche e conflitti armati, una povertà diffusa, e un clima che cambia sempre di più. L’aumento delle temperature provoca siccità e scarsità di risorse fondamentali come l’acqua. Ciò mette a rischio la vita delle popolazioni locali che sono già state costrette a migrare in molti casi, e si troveranno sempre di più senza un’alternativa.

Un paese che non trova pace

L’Afghanistan non trova pace, i conflitti armati che da oltre quarant’anni stanno attraversando questo Paese dell’Asia meridionale sono stati pagati duramente dagli afghani in termini di vite umane. I conflitti sono stati anche un freno allo sviluppo e alla modernizzazione delle strutture politiche, economiche e sociali. La crisi politica degli ultimi mesi con la presa del potere da parte dei talebani ha reso ancora più grave la crisi umanitaria già in corso anche a causa di un lungo periodo di siccità.

L’aumento delle temperature

L’Afghanistan ha assistito a un aumento medio della temperatura di 1,8 gradi dalla metà del XX secolo, rispetto a una media mondiale di +0,82 C. Episodi di siccità gravi sono già più frequenti, e diventeranno probabilmente la normalità entro il 2030. Stando a un ormai celebre rapporto delle Nazioni Unite , è stata proprio una di queste gravi siccità a causare – tra il 2017 e il 2018 – più sfollati del conflitto allora in corso. In questo momento il Paese sta attraversando un altro prolungato periodo di siccità. Secondo il World Food Programme delle Nazioni Unite ciò mette a rischio milioni di afghani che non hanno – o a breve non avranno più – accesso al cibo.

Prospettive future

E le prospettive non sono migliori. Considerando gli scenari più ottimistici delle Nazioni Unite in merito alla riduzione delle emissioni di gas serra, l’Afghanistan continuerà probabilmente a riscaldarsi di almeno altri 1,5 gradi entro il 2050. Tale livello di riscaldamento ridurrebbe ulteriormente la quantità di neve disponibile per alimentare i fiumi d’estate, rendendo l’acqua ancora più rara. D’altro canto, si faranno sempre più probabili le precipitazioni estreme di breve durata. Ciò aumenterà le possibilità di frane mortali in un Paese prevalentemente montuoso e privato da 40 anni di guerra della possibilità di investire in infrastrutture idriche come dighe e sistemi di irrigazione.

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Le conseguenze del clima che cambia – non poter abitare la propria terra

L’antico ingegno afghano degli agricoltori su cui facevano affidamento per i sistemi di irrigazione è chiamato karez. Questo sistema è stato cancellato dalla guerra. Esso evitava l’evaporazione trasportando l’acqua dalle montagne attraverso canali sotterranei. Se si considera che oltre l’80% della popolazione lavora con l’agricoltura e l’allevamento di bestiame, è facile capire la vulnerabilità del Paese. L’Afghanistan conta già oggi quasi 4 milioni di sfollati interni. E una recente analisi di Action Aid sui cambiamenti climatici ha rilevato che altri 5 milioni potrebbero essere costretti a migrare a causa di disastri climatici entro il 2050. Ciò avverrebbe anche se i governi di tutto il mondo agissero per ridurre significativamente le emissioni.

I più poveri saranno i più colpiti, e i conflitti rischiano di aumentare

In reazione a questo rischio gli agricoltori abbandonano le colture alimentari come il grano, che richiede molta acqua, a favore dei papaveri da oppio, molto più resistenti alla siccità. L’Afghanistan è già oggi il più grande produttore mondiale di oppio, con un giro d’affari che oscilla da 4,1 a 6,6 miliardi di dollari nel 2017. Soldi che finanziano talebani e altri gruppi armati. Secondo un approfondimento di Climate Security sulla situazione afghana, gli shock climatici potrebbero incrementare la povertà, indebolire la capacità di governance e contribuire all’instabilità del paese. La persistente siccità darebbe impulso all’economia della droga che foraggia soprattutto le organizzazioni criminali e terroristiche. Tuttavia, potrebbero emergere conflitti interetnici a causa della scarsità di acqua e della riduzione della terra arabile. Il report rileva come le risorse idriche transfrontaliere e ricchi giacimenti di litio del Paese potrebbero diventare presto fonte di tensioni internazionali.

Stefano Cisternino dal Salento

Scritto da Stefano Cisternino